Comune di Prato


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Che cos'è

La L. 431/1998 prevede la possibilità di stipulare contratti di locazione in base a patti territoriali definiti in sede locale tra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni dei conduttori maggiormente rappresentative.

Gli accordi territoriali siglati dai sindacati stabiliscono per ogni zona di Prato un limite minimo e massimo al mq. per la determinazione dei canoni di locazione ex L. 431/98.

Tali tabelle sono utilizzate da privati e sindacati per stabilire il canone a cui affittare un alloggio in base alla L.431/98.

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Come si ottiene

Termini, scadenze, modalità di presentazione della domanda

Nei patti territoriali relativi al Comune di Prato, stipulati in data 31/07/2003, il territorio comunale è diviso in 6 zone per le quali è  stato fissato un diverso canone di locazione al mq.

Per poter capire in quale zona è ubicata una determinata unità immobiliare si deve fare riferimento al foglio di mappa catastale in cui è rappresentata l’unità immobiliare stessa.

I fogli di mappa catastale del Comune di Prato (complessivamente 107) sono ripartiti fra le 6 zone previste negli accordi, nel modo seguente:

  • ZONA 1: fogli dal 47 al 50;
  • ZONA 2: fogli dal 17 al 20, dal 25 al 28, dal 38 al 40, 51 53, 54;
  • ZONA 3: fogli da 1 a 16;
  • ZONA 4: fogli 36, 37, 45, 46, 52, 60, dal 61 al 67;
  • ZONA 5: fogli dal 21 al 24, 31, 34, 35, 42, 43, 44, 57, 58, 59, 68, dal 74 al 77, dal 82 al 86;
  • ZONA 6: fogli 29, 30, 32, 33, 41, 55, 56, 69, dal 70 al 73, dal 78 la 81, dal 87 al 107.

L'art. 2 dell'accordo stabilisce inoltre tre fasce alle quali corrispondono diversi tipi di unità immobiliari che generano un'ulteriore modulazione del canone di locazione.

Nella sezione "Allegati e documenti" è possibile scaricare le diverse tipologie di contratto e le tabelle per la determinazione del canone di affitto e la ripartizione degli oneri accessori tra locatore e conduttore.

A chi rivolgersi

Il Comune di Prato è esclusivamente depositario degli accordi siglati dai sindacati e non fornisce consulenza. I patti territoriali sono consultabili nella sezione "Allegati e documenti".

I cittadini interessati possono rivolgersi ai sindacati degli inquilini e dei proprietari che forniscono assistenza per la stipula dei contratti ai loro iscritti.

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Note

Segnalazioni e precisazioni

Agevolazione per il locatore e per l'inquilino
 

Locatore fra Irpef e cedolare secca

Per l’immobile concesso in locazione, il locatore ha la possibilità di scegliere di non far cumulare il canone annuo agli altri suoi redditi (sul cui totale andrà calcolata l’Irpef), optando per il regime fiscale della “cedolare secca”.
Se questa scelta non è stata fatta, il reddito da tassare sarà costituito dal maggiore fra i due seguenti importi:
  • rendita catastale rivalutata del 5% (per gli immobili riconosciuti di interesse storico o artistico va considerato il 50% della rendita catastale rivalutata)
  • canone annuo, ridotto del 5% (25%, per i fabbricati situati nella città di Venezia centro e nelle isole della Giudecca, Murano e Burano; 35%, se l’immobile è riconosciuto di interesse storico o artistico).
Se il fabbricato si trova in un Comune ad alta densità abitativa ed è locato a “canone concordato”, in base agli accordi territoriali definiti tra le organizzazioni dei proprietari e degli inquilini più rappresentative a livello nazionale, è prevista un’ulteriore riduzione del 30% del canone.
I canoni derivanti da contratti di locazione di immobili ad uso abitativo non percepiti per morosità dell’inquilino non devono essere dichiarati solo se, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi, si è concluso il procedimento di convalida di sfratto per morosità. In questo caso deve essere comunque dichiarata la rendita catastale.

 

Detrazione d'imposta per l'inquilino

Ai contribuenti intestatari di contratti di locazione stipulati sulla base di appositi accordi definiti in sede locale fra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni dei conduttori maggiormente rappresentative a livello nazionale (cosiddetti “contratti  convenzionali” ai sensi della legge del 9 dicembre 1998 n. 431) spetta una detrazione di:
  • 495,80 euro, se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro,
  • 247,90 euro, se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 euro ma non a 30.987,41 euro.
Se il reddito complessivo è superiore a quest’ultimo importo, non spetta alcuna detrazione.
Nella determinazione del reddito complessivo va compreso anche il reddito dei fabbricati locati assoggettato a cedolare secca.
In nessun caso la detrazione spetta per i contratti di locazione intervenuti tra enti pubblici e contraenti privati (ad esempio, i contribuenti titolari di contratti di locazione stipulati con gli Istituti case popolari non possono beneficiare della detrazione).
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Allegati e documenti

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Data ultima revisione dei contenuti della pagina: 08.01.2018

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